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Festival Biblico, intervista a Roberta Rocelli



di Esteban Moreno

Il Festival Biblico, evento organizzato dalla Società di San Paolo e dalla diocesi di Vicenza, diventa “extra”. Non potendosi svolgere come gli altri anni, il tema di quest’anno Logos (parlare, pensare, agire)verrà declinato attraverso prodotti multimediali pubblicati sui principali social network. «Il Festival Biblico, come ogni altro festival, nasce per stimolare una domanda sulla contemporaneità e, nel farlo, favorisce forme di aggregazione e ritrovo di comunità – ha affermato la responsabile della direzione generale del festival Roberta Rocelli–. Lo scopo non è cambiato, ma dirottato su altri formati e piatteforme, nell’attesa di poter ripristinare il formato dal vivo. Certo, la dimensione on line non può dirsi il surrogato del live, però è una buona soluzione, una notevole possibilità per continuare a praticare la cultura e spingere le persone ad interrogarsi su quanto viviamo, nel nostro caso, anche alla luce delle Sacre Scritture».

Ci può fornire un programma completo e definitivo?

Oggi è difficile esprimere “un qualcosa di definitivo”, il contesto è troppo mutevole e noi dobbiamo agire secondo le misure, di volta in volta, consentite. Pertanto, posso dire che procediamo per frammenti, non frammentati. Il palinsesto online coprirà fino alla metà di giugno.

In che senso “il Festival biblico si fa extra”? Cosa dobbiamo aspettarci in più?

Non parlerei di un “di più” ma di una fuoriuscita dai confini tradizionali. Fino ad un paio di mesi fa, non avremmo immaginato di dover utilizzare l’on line con una tale frequenza. “Extra” non si riferisce alla quantità delle cose, ma l’uscita dai confini della vecchia normalità verso la sperimentazione di formule di attivazione del pensiero e del dialogo nel digitale.

Il primo video dell'iniziativa "Scuola del pensare" è disponibile dal 17 aprile. Gli altri quando saranno caricati sui vostri canali social?


Il progetto “extra” prevede 3+1 proposte: da un lato i video della Scuola del Pensare, poi i podcast audio de “Le Parole della Bibbia”, per cui ogni ospite riporta e racconta la Parola della Bibbia che più gli appartiene calandola nella contemporaneità; infine le dirette Facebook dove verrà proposto il format della meditazione così peculiare per il Biblico. Il +1 è rappresentato da Salotto San Paolo, classico formato dell’intervista che da qualche anno era proposto nel Festival, e che ora contestualizziamo come diretta Facebook. Dal 17 aprile in avanti, tutto verrà pubblicato nei nostri canali secondo un calendario quasi giornaliero permettendo al lettore di digerire i contenuti, di trovare lo spazio per pensare. È ciò che conta, altrimenti diventa solo un’azione di riempimento pur di esserci, di fare presenza.

Lei stessa ha dichiarato che «il Festival Biblico è un progetto culturale, per sua natura sempre in evoluzione». Qual è, a suo avviso, la più grande evoluzione fatta fino ad oggi? 

Il festival è mutevole di per sé: prova ne è il periodo che viviamo per cui il settore culturale si è dovuto mettere in discussione e cercare altre modalità per esercitare il proprio mestiere. Ma se parliamo di evoluzioni profonde e di senso, credo che il Festival Biblico abbia il merito di porre al centro della questione la Bibbia, senza che questa sia assunta come verità assoluta, ma come codice culturale attraverso cui rileggere la contemporaneità. Questo nostro Festival ha fatto in modo che la Bibbia potesse esprimere il proprio senso attuale di fronte alle esistenze e alla modernità. Sta qui la costante evoluzione; sì, perché il tema biblico è antico e cangiante assieme, una letteratura di vita che risponde alle logiche del presente, le abita.

Sappiamo che il Festival biblico raggiunge sempre un’ottima partecipazione. Che numeri vi attendete quest'anno?


Più che di numeri, parlerei di “pubblici”. La dimensione on line è una vera e propria sperimentazione pertanto gli esiti saranno una specie di puntata zero, una prima prova. Ciò che ci interessa è raggiungere nuove persone, cogliere l’occasione per far conoscere il progetto a chi non ne ha mai sentito parlare o non ha avuto il modo di partecipare. Dobbiamo poi considerare che, se le misure adottate dal Governo lo consentiranno, potremmo organizzare una sezione del Festival in modalità dal vivo, nella stagione autunnale: questo porterebbe anche del pubblico in presenza che andrà aggiunto alle visualizzazioni e interazioni dell’on line. Insomma, è presto per fissare ambiti obiettivi, ma è legittimo porsi dei traguardi intermedi che aiutano a misurare la competenza con cui svolgiamo il nostro lavoro.

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La Società San Paolo è una Congregazione Religiosa fondata nel 1914 in Italia ad Alba (Cuneo) dal Beato Giacomo Alberione.