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La vocazione paolina: una spiritualità che tende sempre a comunicare Dio

di Abel Gutierrez


Miguel Ángel Arellanos è un religioso della Società San Paolo, che ha deciso di consacrare la sua vita a questa Congregazione la quale, attraverso i mezzi di comunicazione, annuncia Gesù Cristo come Via, Verità e Vita. In questo momento egli sta culminando i suoi studi teologici presso l’Università de San Bonaventura (Bogotà-Colombia). Oltre ad essere religioso, è anche appassionato di comunicazione; senza dubbio, Dio lo ha premiato con la vocazione alla vita religiosa nella Società San Paolo perché, come egli stesso dice: “Ho potuto trovare Dio nella comunicazione, il suo amore è comunicazione ed Egli ci si dà ogni giorno attraverso di essa”.

Miguel Ángel è un giovane con molti ideali e inoltre con una gioia autentica che gli ha permesso di avvicinare molte persone che intendono consacrare la loro vita a Dio; questa è una motivazione per coloro che desiderano consacrarsi in un carisma attuale come è quello del mondo della comunicazione.


A. Miguel Ángel: da dove nasce la tua vocazione di essere religioso paolino?

M. “È stato un processo in cui ho dovuto scoprire ciò che Dio vuole per me; questo mi ha aiutato molto per arrivare a dire oggi, con profonda convinzione, che l’apostolato paolino è misericordioso, avviciniamo le persone al dialogo con Dio. È da questo che nasce l’inquietudine di voler comunicare qualcosa di più che una pietà o una preghiera; è il desiderio di comunicarci tra noi e poi con Dio.

Sono pienamente convinto che la mia vocazione va proprio nella linea in cui se impariamo a parlare con gli altri, impareremo anche a comunicare con Colui che ci ha amati per primo. Allora, penso che la mia vocazione sia anche radicata in molte cose sociali.

R. Pensi di essere stato chiamato alla vita religiosa?

M. A differenza di tante persone che hanno avuto manifestazioni mistiche, e che hanno intrapreso a partire da lì un cammino con Dio, prezioso tra l’altro, nel mio caso ho dovuto meditare su questa chiamata alla vita religiosa e scoprire, attraverso la preghiera, ciò a cui sono chiamato nel progetto di Dio. Quindi penso che la stessa docilità, la stessa sensibilità che ho avuto per percepire questi segni dei tempi, mi abbiano dato oggi la certezza in questa opzione di seguire Cristo.

Così ho visto che la mia vocazione fa parte di un costrutto personale, ma in rapporto con una spiritualità che tende sempre verso Dio.

Ringrazio Dio che mi ha permesso di trovarlo in così tante persone da quando ero piccolo. Sono convinto che Dio mi chiama a qualcosa di speciale.

R. In tre parole: Come definisci la vocazione alla vita consacrata?

M. Avventura, passione e missione.

R. Quanto è importante la preghiera nella tua vita da religioso?

M. Troviamo nella preghiera il mezzo migliore di comunicazione per parlare con Dio e con gli altri. Non si comprende una vocazione alla vita in Dio che prescinda da essa; diventa elemento fondamentale, si crea un rapporto di amicizia con Colui che ti ha chiamato. La preghiera può esprimere tutta la nostra povertà; le parole non saranno mai sufficienti per esprimere la nostra umile preghiera a Dio.

R. Cosa hai sentito il giorno della tua prima professione religiosa?

M. O Dio!, pensavo che non me lo avresti chiesto –ride– Quel giorno ho sentito voglia di piangere, è stata un’esperienza unica. Quel giorno mi sono ricordato della mia prima comunione. Inoltre, mi ha accompagnato la mia famiglia, non riuscivo a guardarli perché sentivo che non avrei potuto contenere l’emozione.

Quel giorno mi sentivo più paolino che mai, perché facendo i miei voti pubblici mi impegnavo con tutta l’anima, con tutto l’animo a questa missione: vivere e dare Gesù attraverso i mezzi della comunicazione sociale. Sentivo che stavo assumendo una responsabilità, e che questa responsabilità non era verso una persona, era verso Dio. Nel momento di pronunciare la formula della professione: “Io, Miguel Ángel ad onore di Dio, mosso da ferma volontà a consacrarmi a lui..." ho sentito qualcosa di speciale; oggi quando mi ricordo di quel momento sento nostalgia, lo ricordo sempre. È stata una cosa molto bella, oltre a tutto, vedere culminare i primi quattro anni di filosofia e dire: stiamo scalando; ma quel giorno è unico: ho sentito davvero la presenza di Dio nella mia professione religiosa quando ho detto: accetto, voglio liberamente e volontariamente [...], e posso dire che anche oggi continuo libera e volontariamente in questa missione.

R. Come è stata la tua formazione religiosa nella Società San Paolo?

M. Io sono entrato nel 2012 il 23 gennaio alle 9:00 a.m.; è lì che sono iniziati i miei 4 anni, l’inizio di 4 anni meravigliosi.

Nel primo anno, sono stato nel “Propedeutico”, vedevo materie di filosofia e di comunicazione; poi sono passato all’Aspirantato (1 anno) dove ho continuato a vedere materie di filosofia e di comunicazione nel Centro di Studi San Paolo. Poi sono entrato al Postulantato (2 anni); ho continuato con i miei studi; qui ci sono alcune cose specifiche in quanto in quella fase, si inizia a prendere sul serio tutto il cammino della vocazione, perché è un impegno. Per motivi di vita sono andato in Ecuador per un anno; sono arrivato senza conoscere la nazione, senza conoscere quel paese, però mi sono innamorato molto di questa esperienza, mi sono convinto che la mia vocazione è fruttuosa qui e ovunque. È questa convinzione di fiducia in Dio che permette che le tue strade siano guidate da Lui. Dio ci porta in luoghi che non conosciamo, affinché possiamo fare cose straordinarie. Ho imparato un sacco di cose e ho goduto anche. Poi sono tornato in Colombia, e ho concluso i miei studi. L'anno seguente andai al noviziato a Medellín; il maestro era padre Tigreros, un prete molto gentile –ride–. Alla fine di quest’anno, il 26 gennaio, ho fatto la mia prima professione religiosa, poi sono andato all’esperienza apostolica nella comunità degli studenti di teologia di Quinta Paredes (Bogotà). In quell’anno ho deciso di completare formalmente i miei studi in filosofia e ho potuto laurearmi in filosofia.

È stato un processo meraviglioso e difficile, ma penso che Dio ci rende forti e ci prepara per la missione che lui vuole.

Attualmente completo i miei studi di teologia presso l'Università di San Bonaventura dei padri francescani.

Dobbiamo credere a Dio, Egli ha uno scopo: “Dio che ha iniziato in te questa opera buona, la porti a buon termine”.

A. Una frase che ha segnato la tua vocazione di religioso paolino.

Non ho una frase, ho una preghiera fatta musica e dice così:

"Portiamo questo tesoro

in vasi di creta,

perché tutti vedano

che questo potere non è nostro" (cf. 2Cor 4,7).

Perché penso che Dio ha posto in noi un tesoro immenso che, senza meritarlo, Egli stesso ci comunica.

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La Società San Paolo è una Congregazione Religiosa fondata nel 1914 in Italia ad Alba (Cuneo) dal Beato Giacomo Alberione.