La Società San Paolo è una Congregazione Religiosa fondata nel 1914 in Italia ad Alba (Cuneo) dal Beato Giacomo Alberione.

  • Redazione

«Mi camino sigue la voluntad de Dios»

Aggiornato il: gen 21

di Abel Gutierrez


La vocación es algo que Dios da a todo ser humano y a Giuseppe Lacerenza, religioso de la sociedad de San Pablo, Dios lo ha recompensado con la vocación a la vida religiosa. Es un joven con muchos ideales y lleva una alegría única, que transmite a todos aquellos que desean dedicar su vida a Dios.


¿Por qué has elegido un camino de fe que te llevará al sacramento del orden?

Yo no hablaría concretamente de elección, sino de adherirme a la llamada del Señor. A lo largo de mi camino he reconocido los signos de Su voluntad, que me permitieron entender que el Señor me llamó a una vida de consagración a Él y al sacerdocio, y manifestó su plan para mi vida, a fin que pudiera experimentar una relación y comunión especial con Él y así compartir su amor con las personas que encuentro todos los días.


¿Cuál es la diferencia entre la formación secular y la religiosa?

Antes de incorporarme a la vida religiosa obtuve títulos de estudios en el sector técnico que nada tenían que ver con los estudios filosóficos y teológicos. Adquirí una forma mentis meramente técnica, antes con los estudios de geometría y después con los estudios y trabajo como ingeniero civil. La diferencia fundamental entre los dos tipos de formación, es sin duda el fin o enfoque al cual dedicas el estudio, en el primer caso está dirigido al deseo de tener un buen trabajo, hacer una buena carrera, estar satisfecho contigo mismo y sentirte realizado en la vida; en la segunda, la formación religiosa, el fin es acercarse cada vez más al misterio de Dios y así vivir como hijos y testigos creíbles de su amor ante los demás.


¿Cómo reaccionó tu familia ante el anuncio de “ser religioso”?

Mi familia nunca hubiera imaginado que un día cambiaría completamente mi estilo de vida. Cuando les comenté sobre mi intención de iniciar un camino de discernimiento y estudio teológico, se sorprendieron mucho. Mi madre pensó que no era apropiado dejar un trabajo, fruto de tantos sacrificios y de estudios, para empezar de nuevo. Para ellos ha sido un viaje de adquisición gradual de la conciencia y aceptación de mi nuevo estado de vida.


¿Qué esperas de este camino?

Espero entrar cada vez más en una relación con Dios, a través de la escucha de su Palabra y el diálogo en la oración, viviendo con un espíritu de gratitud por todos los dones que Él me sigue concediendo. Mi deseo es llevar a Cristo a los hombres y mujeres de hoy con mi testimonio de vida, y como sacerdote, comunicar todas las gracias que Dios da al escuchar Su Palabra, en la liturgia y en los sacramentos.


Como joven religioso ¿cómo piensas comunicar el Evangelio a los jóvenes?

La Sociedad de San Pablo tiene como misión evangelizar en la cultura de la comunicación, es decir, utilizando todas los lenguajes del ser humano: prensa, televisión, radio, internet, etc. Nuestro fundador, el beato Santiago Alberione, decía que nosotros paulinos tenemos como parroquia al mundo entero, como el apóstol Pablo llevamos el Evangelio a todos los pueblos.

____________________________________________________________


Una vita per la comunicazione: intervista a Giuseppe Lacerenza

di Abel Gutierrez


Ogni uomo ha una sua vocazione secondo il piano di Dio. A Giuseppe Lacerenza è spettata quella di servire nella Società San Paolo. Giuseppe è un giovane con molti ideali e nel cuore porta una gioia unica, che trasmette a tutti coloro che intendono consacrare la loro vita a Dio.


Perché hai scelto un percorso di fede che ti porterà ad essere prete nella Società San Paolo?

Non parlerei propriamente di scelta, ma di adesione alla chiamata del Signore. Lungo il mio cammino ho riconosciuto tracce della Sua volontà, che mi hanno permesso di comprendere la bellezza della vita consacrata e del sacerdozio. Ho una speciale relazione con Lui da condividere con i fratelli che incontro ogni giorno.


Quale differenza c'è tra la formazione laica e quella religiosa?

Prima della mia adesione ho conseguito titoli di studi in settori tecnici, che nulla avevano a che vedere con gli studi filosofici e teologici. Ho acquisito una forma mentis puramente tecnica, prima con gli studi di geometra e poi con gli studi e il lavoro come ingegnere civile. La differenza sostanziale è il diverso fine con cui ci si dedica allo studio: nel primo caso lo studio è finalizzato al desiderio di avere un buon lavoro, fare una bella carriera, essere soddisfatti di sé stessi e sentirsi realizzati nella vita. Nella seconda, quella religiosa, il fine è di avvicinarsi sempre più al mistero dell’amore di Dio per vivere da figli ed essere testimoni credibili del Suo amore davanti agli altri.


Come ha reagito la tua famiglia all'annuncio di farti religioso?

La mia famiglia non si sarebbe mai aspettata che un giorno avrei potuto cambiare totalmente vita. Quando ho comunicato loro la mia intenzione di iniziare un cammino di discernimento e gli studi teologici, sono rimasti molto sorpresi. Mia madre pensava che lasciare un lavoro, frutto di tanti sacrifici di studio per ricominciare tutto da zero, non fosse opportuno. Per loro è stato un cammino di graduale acquisizione di consapevolezza e accettazione del mio nuovo stato di vita.


Cosa ti aspetti da questo percorso?

Mi auguro di entrare sempre più in relazione con Dio, attraverso lʼascolto della Sua Parola e il dialogo nella preghiera, vivendo con spirito di gratitudine tutte le grazie che Egli continua a concedermi. Il mio desiderio è portare Cristo agli uomini e alle donne di oggi con la mia testimonianza di vita, e come sacerdote comunicare a tutti le grazie che Dio elargisce nell’ascolto della Sua Parola, nella liturgia e nei sacramenti.


Da giovane religioso come intendi comunicare il Vangelo ai giovani?

La Società San Paolo evangelizza inserendosi nella cultura della comunicazione, utilizzando tutti i linguaggi dell’essere umano: la stampa, il cinema, la televisione, la radio, internet. Il nostro fondatore, il beato Giacomo Alberione, diceva che noi Paolini abbiamo come parrocchia il mondo intero, come l’apostolo Paolo portiamo il Vangelo a tutti i popoli.

111 visualizzazioni